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Chi erano i
Templari
del Monte Cucco?

L’Ultimo Rifugio del Tempio: Il Segreto del Monte Cucco
Come tutti sappiamo, i Templari furono la più grande e potente organizzazione religioso-militare della storia, un ordine che per due secoli dominò il mondo allora conosciuto. Ma la loro fine fu tragica e paradossale: morirono "pugnalati" proprio da quel potere che avevano giurato di difendere. Eppure, tra le pieghe dell'Appennino umbro-marchigiano, la storia prese una piega diversa, trasformandosi in una leggenda di resistenza e silenzio.

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La Fortezza di Roccia
Nel periodo del loro massimo splendore, ai Templari vennero assegnati i territori a est di Perugia, una fascia strategica che dal cuore dell’Umbria arrivava fino al mare Adriatico. Ma ci fu una zona che i cavalieri riconobbero subito come eccezionale: il Monte Cucco. Importante crocevia della via Flaminia e valico naturale dell'Appennino, quest'area divenne il loro quartier generale. Qui crearono i loro possedimenti più vasti: fattorie, villaggi, monasteri e le fondamentali "precettorie", vere e proprie basi-santuario per l'addestramento e il reclutamento. Tre di esse sono giunte fino a noi: Perticano, Santa Maria di Culiano e Costacciaro.

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I "Briganti Buoni" dell'Appennino
La nostra storia, però, inizia dalla fine: il 1307, l'anno della famigerata bolla papale che decretò la caduta dell'Ordine. Se in tutta Europa i Templari venivano arrestati e giustiziati, quelli del Monte Cucco restarono al loro posto. Protetti da una posizione geografica remota e isolata, trasformarono la montagna nel loro scudo.

Divennero dei "briganti buoni": cavalieri che, vittima di una colossale ingiustizia, si erano rifugiati nei posti più impervi per sfuggire ai carnefici dell'Inquisizione. La loro posizione li rendeva di fatto dei feudatari intoccabili. Quando nel 1310 si tenne a Gubbio il grande processo contro di loro, i cavalieri non si presentarono. Furono condannati e scomunicati in contumacia dal Vescovo, il quale però si guardò bene dall'inviare i suoi uomini a catturarli nelle gole del Cucco, dove ogni sentiero poteva nascondere un'imboscata.

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Una Stirpe Millenaria: L'Università degli Uomini Originari
La resistenza dei Templari non fu solo una questione di spade e vette inaccessibili, ma una strategia di possesso che ha sfidato i secoli. Mentre il papato tentava di confiscare i beni dell'Ordine, le terre del Monte Cucco vennero gradualmente riacquistate da uomini del posto, famiglie locali che con ogni probabilità erano i parenti stretti e i discendenti diretti dei cavalieri stessi.

Questa non fu una semplice transazione commerciale, ma l'atto di nascita di una realtà che esiste ancora oggi. Queste proprietà vennero infatti riacquistate e gestite dalla "Università degli Uomini Originari" di Costacciaro. Si tratta di una proprietà collettiva e privata che viene tramandata da circa 800 anni, di figlio in figlio, tra i discendenti di quelle famiglie che decisero di proteggere la propria terra e la propria eredità.
Ancora oggi, quel legame tra i cavalieri del passato e gli abitanti del presente è vivo nei documenti e nei confini di questi terreni, rendendo il Monte Cucco un caso unico di continuità storica e familiare.

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Il Segreto sotto l'Intonaco
La precettoria di Perticano sopravvisse per anni come feudo isolato, finché i cavalieri, ormai anziani, si sciolsero disperdendosi tra le congreghe di frati. Il destino delle altre due sedi rimase invece un mistero fitto fino a pochi anni fa.

La svolta arrivò con il terremoto del 1997. A Costacciaro, la Chiesa di San Francesco subì gravi danni. Durante i restauri, il parroco Don Nando Dormi — uomo di profonda cultura e appassionato di storia — fece scoperte incredibili. Al contrario di molti che preferiscono coprire le tracce del passato, Don Nando passò anni a studiare la parte più antica della chiesa. Scrostando i muri, emersero i simboli inconfondibili dei Templari, abilmente celati per secoli.

Dalle sue ricerche emerse una verità dirompente: la chiesa non era stata fondata dai Francescani nel 1300 come voleva la tradizione, ma era nata come la più grande sede dei Templari del Monte Cucco. I Francescani, subentrati dopo la caduta dell'Ordine, ne avevano ereditato la struttura nascondendone le tracce, che solo il terremoto ha riportato alla luce dopo sette secoli.

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L'Affresco della Risurrezione
Ma la parte più emozionante doveva ancora venire. Vicino alla navata principale, un affresco si era staccato con il sisma, rivelando sotto di esso una strana copertura di "cemento nero" antichissimo, fatta apposta per nascondere qualcosa. Don Nando, armato di bisturi e infinita pazienza, rinvenne sotto quella coltre un dipinto del 1300: un frate che si alzava da un sepolcro, vestito con un saio bianco e un lungo bavero nero.

Il senso di quel ritrovamento rimase un enigma finché Don Nando non si recò alla Basilica di Collemaggio, a L'Aquila. Lì vide immagini di frati vestiti esattamente come nell'affresco: erano i Celestiniani.

L'illuminazione fu totale. Aiutato anche da studiosi locali come Euro Puletti, Don Nando comprese il messaggio: i Templari del Monte Cucco non erano scomparsi, ma si erano "nascosti" tra i Celestiniani. L'ordine dei Celestini, da sempre amico dei cavalieri, ne assorbì i superstiti permettendo loro di salvarsi dall'Inquisizione. L'affresco rappresentava proprio questo: la "risurrezione" dei cavalieri sotto una nuova veste.

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Nota storica:

Le tesi qui esposte sono frutto di ricerche originali e ricostruzioni condotte da storici e ricercatori locali.

Sebbene gli indizi rinvenuti siano numerosi e suggestivi, una conferma definitiva rimane impossibile: dopo la caduta dell'Ordine, le prove documentali furono sistematicamente distrutte. Questo avvenne sia per l’esigenza vitale di proteggere i sopravvissuti dalle persecuzioni, sia per la precisa volontà della Chiesa di epurare ogni traccia dei Templari dalla memoria storica.

Ciò che resta è un’affascinante verità frammentata, custodita nel silenzio delle pietre e dei discendenti.

Lo sviluppo e la manutenzione del cammino è a cura di 

TRA MONTANA GUIDE DELL'APPENNINO

www.tramontanaguide.com

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